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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 24/02/2007 @ 13:29:43, in Distribuzione, linkato 1583 volte)
E' indubbio che la distribuzione sul web abbia reso tutti pari. Gli alberghi più piccoli, i bed & breakfast, gli affittacamere hanno trovato la panacea nel web. Il problema che però pongo alla vostra attenzione è quello di una visibilità 'democratica' ma che sta mettendo a dura prova la pazienza degli alberghi più grandi. Nelle mie ore passate sul web a ricercare siti ed informazioni mi imbatto spesso anche in sconosciuti pseudo alberghi della mia città di cui non ho mai sentito parlare e che si pubblicizzano alla stregua di case lussuose, cinque stelle da tre camere, case d'epoca di 1 stanza e chi più ne ha... Questa presunta democrazia e la rivoluzione distributiva a cui Internet ci ha portato ha quindi favorito l'emersione di questi prodotti, l'assenza di qualsiasi controllo burocratico e di legge e la facilità di pubblicazione dei portali hanno fatto il resto... Si assiste quindi ad una vera e propria 'babilonia'. Anche i portali più famosi (a parte alcune eccezioni che fanno bene il loro lavoro) non si curano troppo di questo aspetto...d'altronde a loro interessano le commissioni, non se un affittacamere dice di essere un'albergo a 5 stelle e come tale si pubblicizza. Come albergatore che pensa di fare il proprio lavoro con serietà e abnegazione ogni tanto mi arrabbio parecchio... Perchè devo trovare a volte il mio albergo in 15ma pagina sovrastato da queste piccole realtà ? Perchè i portali non sentono il dovere di fare delle sezioni a parte per tutte queste piccole realtà ? C'è molta differenza tra un'albergo e un bed & breakfast, senza nulla togliere ad i bed & breakfast. Certo ce ne sono di buonissimi (...facile però servire bene i clienti quando se ne hanno 3 o 4...) e che fanno bene il loro lavoro. Però se leggete qualche recensione su 'Tripadvisor' troverete anche qualche cliente che pensava di aver prenotato un cinque stelle e si è trovato ad accoglierlo il propietario della casa in bermuda che non parlava inglese... Una persona che conosco ha invece trovato duplicato il nome del proprio albergo sul web...qualcun altro pubblicizzava degli appartamenti con quel nome. Ma è così difficile spiegare bene i prodotti ai clienti ? Possiamo pensare ad avere una regolamentazione più precisa per la giungla del web ? Si può arrivare ad una classificazione internazionale od europea da far adottare a tutta la distribuzione ? Quante domande...avete qualche risposta ?
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Di Admin (del 16/02/2007 @ 10:09:25, in Distribuzione, linkato 1621 volte)
Non passa giornata che non scopra un sito che vende il mio albergo e del quale non sapevo niente. I wholesalers (ma chi sono veramente visto che tutti dicono di esserlo ?) non si fanno nessun tipo di problema ed anche se inseriamo clausole molto severe all’interno dei contratti (io per esempio cerco di farlo) ritroviamo il nostro albergo venduto chissà dove e chissà come…Ogni giorno ne spunta uno…tu lo scovi, scopri faticosamente da chi attinge le informazioni, magari riesci a farti cancellare ed il giorno dopo ne scopri un altro… Diventiamo così segugi del web. Spesso poi, oltre a non capire chi ci ha venduto a quel sito, troviamo la nostra tariffa ricaricata in modo eccessivo, le foto dell’albergo e la descrizione sbagliata, siamo magari 3 stelle da tre anni ed ancora figuriamo due…Ma come ci difendiamo ? Non possiamo certo (parlo degli alberghi più grandi) smettere di lavorare con tutti i Tour Operators…e allora come ci proteggiamo dagli skoosh, otel, planigo, alpharooms, hotelpronto ? Se si chiamano telefonicamente questi portali spesso si trova un muro di gomma, se si minacciano di azioni legali spesso non si ottiene risposta…A me è capitato più volte di farmi una autoprenotazione solo per capire da quale T.O. il portale prendeva tariffe e disponibilità. Mi è anche capitato di parlare con T.O. che non sapevano (davvero) che la loro tariffa finiva su quel portale. Loro magari rivendevano in buona fede ad un’agenzia terza in Asia che a sua volta rivendeva ad un portale…e così via. Per difenderci abbiamo poche armi. Tutti i distributori Ids ci obbligano a fare parità tariffaria ma basta andare su Google o su HotelComparisons.com per scoprire che anche volendo non ci riusciamo. Senza contare tutte le telefonate (giustissime per carità…) di tutti quegli operatori che fanno perbene il proprio lavoro e ci chiedono perché improvvisamente abbiamo quella tariffa su ‘Superpippo.com’…Ma se noi manco sappiamo chi è ? Forse l’unica via, visto che le clausole contrattuali si stanno rivelando inutili, sarebbe quella di fare i contratti Tour Operators non concedendo più allotment di camere, facendo lavorare tutti in free sale. Ci aumenterebbe il lavoro, sicuramente, ma forse riusciremmo a tenere il controllo della situazione- Mandate le vostre idee…e vediamo se si può impiegare meglio la giornata piuttosto che passare le ore a fare i segugi (inutilmente) del web.
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Di Admin (del 09/02/2007 @ 11:28:42, in Ecommerce, linkato 394 volte)
Le compagnie low cost stanno radicalmente cambiando il consumatore Internet.
Fino a qualche tempo fa prenotare un’albergo sul web era sinonimo di last minute mentre adesso i maggiori portali stanno ogni giorno di più sostituendo i tradizionali canali di vendita (Tour Operators e Agenzie di Viaggi).
La maggior parte degli alberghi però sta ancora trascurando questa numerosissima fetta di clientela che, ‘abituandosi’ alle strategie dei low cost, effettua prenotazioni alberghiere con largo anticipo al fine di ottenere la migliore tariffa.
Negli ultimi mesi stiamo assistendo alla migrazione in massa verso il sistema di vendita ‘advance booking’ da parte di numerose compagnie legate al mondo del turismo.
Da qualche settimana vendono in questo modo le ferrovie francesi SNCF e gli Eurostar Londra-Parigi dove prenotando con un’anticipo di 120 giorni si ottengono fortissimi sconti.
Si stanno muovendo verso queste piattaforme anche le compagnie di autobus come Megabus e Greyhound e le più grandi compagnie di traghetti.
Gli alberghi (in particolare quelli italiani) faticano invece ancora ad accettare questa metodologia di vendita, a giudicare da quello che possiamo desumere interrogando i portali.
Sono ancora numerosi gli alberghi che non gestiscono (…o gestiscono con la rack rate) le tariffe a più di 120 giorni.
Eppure le ‘booking window’ dei portali ci stanno indicando un’inversione di tendenza sempre più accentuata verso l’advance booking’.
Gli alberghi potrebbero così raggiungere due importanti obiettivi: Fidelizzare il cliente con una tariffa calibrata (…all’arrivo del cliente stesso non sarà mai più bassa) e crearsi quello ‘zoccolo duro’ di prenotazioni a tariffe inferiori sulle quali poi applicare una corretta gestione delle pratiche di Revenue Management. Fine del Last Minute.
Certo non pretendo dagli alberghi politiche di vendita a partire da un euro come le compagnie aeree, ma con una corretta gestione tariffaria i risultati sarebbero garantiti.
Si dice che tutto ciò che succede per le compagnie aeree succede poi anche per gli alberghi…e quindi prepariamoci.

PS. Due settimane fa avevo parlato di ‘Farecast.com’, sito che oltre a fornire un’indicazione di tariffa suggerisce anche il momento migliore per la prenotazione di voli aerei negli Stati Uniti.
Ebbene avevo predetto che sicuramente ciò sarebbe toccato anche agli alberghi ma non mi aspettavo così presto!
Farecast ha infatti annunciato che a breve sul sito saranno disponibili informazioni tariffarie e predizioni anche di alberghi…In pratica saranno loro ad indicarci la politica tariffaria (usando tra l’altro le pratiche dei grandi strumenti di Revenue Management System) o la influenzeranno pesantemente.
Licenziamo i nostri Revenue Managers ?
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Di Admin (del 03/02/2007 @ 08:30:38, in Distribuzione, linkato 1471 volte)
Mi si chiede di parlare del futuro dei Gds e sinceramente da qualche tempo non so che cosa pensare.
E’ indubbio che i Gds abbiano oramai perso una quota sostanziale di mercato a vantaggio degli Internet Bookings Systems ma che in ogni caso, vuoi per la loro diffusione o per il fatto che molti agenti rimangono abituati ad usarli, siano ancora un metodo di prenotazione abbastanza usato.
E’ sicuramente in corso una loro trasformazione in qualcosa di diverso da quello che sono stati fino ad adesso. Sono ancora un’ottimo strumento di ‘multidistribuzione’ e nelle mie recenti navigazioni sul web molto spesso mi imbatto in portali sconosciuti che attingono prezzi ed informazioni direttamente dai Gds.
Certo farsi distribuire sui portali maggiori attraverso di loro non è molto produttivo a meno che non si abbia un brand talmente forte da oltrepassare il limite della visualizzazione nelle pagine secondarie.
Negli ultimi anni, inoltre, abbiamo assistito ad un continuo passare di mano di proprietà o a spezzettamenti e riorganizzazioni molto vaste (basti pensare a quello che ha passato Galileo in un’anno).
Insomma i dubbi che come forma di prenotazione vadano a scomparire vengono a tutti…poi però succede che mi vado a leggere i dati di Travelclick sulla mia città (fatelo anche voi, è gratuito, basta andare su http://www.travelclick.net nella sezione ‘Access your local Market’) e scopro che le room nights via Gds sono in aumento…A Firenze nel 2005 erano state 92.999 e nel 2006 sono 95.776 con una netta prevalenza di Sabre (49%) sugli altri tre Gds.
Forse ho sbagliato valutazione e la loro profonda trasformazione sta portando i Gds a raggiungere mercati nuovi ed impensati o forse la trentennale diffusione li ha portati ad essere più reattivi ai mercati di quello che si possa pensare. Ho guardato con diffidenza negli ultimi anni le compagnie italiane che spendevano migliaia di euro per avere un loro proprio ‘code’ sui Gds pensando che forse non erano soldi così bene investiti in un mercato che stava abbandonando quella forma di prenotazione allo stesso modo dei Tour Operator. Faccio ‘mea culpa’. Per ora si stanno difendendo bene.
Diceva Charles Darwin 'Non è la più forte delle specie che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva al cambiamento'
Concordo.
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